A partire dal primo dopoguerra, grazie soprattutto al ruolo svolto dalla società parigina Publi-Ciné, è nata la pubblicità cinematografica. È stato però soltanto dopo la seconda guerra mondiale, con quella creascita esplosiva del pubblico del cinema che è stata resa possibile dall'introduzione del sonoro e del colore, che tale forma di pubblicità ha avuto un intenso sviluppo. Ma i rapporti tra il cinema e la pubblicità sono sempre stati molto intensi. In Italia, durante l'epoca di Carosello, durata dal 1957 al 1977, moltissimi registi cinematografici importanti hanno lavorato per creare dei messaggi pubblicitari. E in tutto il mondo, nei decenni successivi, la pubblicità ha "rubato" al cinema delle professionalità di valore. Ecco quindi che numerosi registi hanno cominciato a fare il "doppio lavoro". Ridley Scott, Tony Scott, Wim Wenders, Martin Scorsese, David Lynch, Roman Polanski, Spike Lee, Woody Allen, Franco Zeffirelli, Gabriele Salvatores, Giuseppe Tornatore. Persino Federico Fellini non ha resistito al fascino della pubblicità e ha diretto diversi spot: nel 1984 per il Bitter Campari, nel 1986 per i Rigatoni Barilla e nel 1992 per la Banca di Roma.
Curiosamente, però, il rapporto tra il cinema e la pubblicità è stato sinora pochissimo considerato da parte degli studiosi. Addirittura, non esistono dei libri che analizzino in maniera dettagliata tale rapporto. Soddisfa dunque una lacuna conoscitiva il volume
Cinema e pubblicità. La relazione sorprendente, da poco pubblicato dalla Editrice Bibliografica. L'ha scritto Giuseppe Mazza, che è un pubblicitario, ma con la vocazione dello studioso. Mazza è stato
copywriter nelle importanti agenzie pubblicitarie Saatchi & Saatchi e Lowe Pirella e in seguito ha fondato a Milano: Tita, la sua agenzia. Ha creato "Bill", rivista di analisi della pubblicità, e attualmente insegna alla Scuola Holden di Torino e alla Università IULM di Milano. Inoltre, negli scorsi anni, ha curato per l'editore Franco Angeli la pubblicazione dei volumi
Bernbach pubblicitario umanista e
Cose vere scritte bene. I più grandi annunci copy per i copy di oggi. Con il nuovo volume
Cinema e pubblicità Mazza non ha però soltanto colmato una lacuna, ma ha anche realizzato un volume ricco e approfondito. Un volume che è illustrato da numerose immagini e rappresenta una vera maniera di notizie e riflessioni sulle innumerevoli connessioni che si sono sviluppate nel corso del tempo tra il mondo del cinema e quello della pubblicità.
In tale volume, Mazza sostiene la convincente tesi che il rapporto tra questi due mondi non è casuale, ma piuttosto organico e strutturale. A suo avviso, infatti, fanno entrambi parte di un unico universo. Per questo, nel suo libro, ha cercato di mettere in luce tutte le loro molteplici connessioni.